terapia al contrario tour 2026TERAPIA AL CONTRARIO – Il mio spettacolo teatrale

Nuove date Terapia al contrario

BIGLIETTI TERAPIA AL CONTRARIO: disponibili QUI 

Dopo il successo delle prime tre date di “Terapia al Contrario”, trasformiamo l’esperimento in un tour più ampio, con nuove città e più occasioni per incontrarci dal vivo.

In scena porto storie vere, fragilità e svolte che mi hanno cambiato come psicologo e come persona.
Non è una conferenza: è un invito a riconoscersi, a ridere, a emozionarsi e a uscire con spunti pratici per la propria crescita.

Nuove tappe:

Questa la migliore occasione per vedermi dal vivo a prezzi accessibili e, soprattutto, per portare a teatro chi ami (figli, partner, amici) e avvicinarli con delicatezza alle tematiche psicologiche.

Non a caso, una delle frasi che sento più spesso a fine serata, è:
“Col senno di poi, avrei dovuto portarci mio figlio/marito/moglie…”

Ti aspetto a teatro.

 

Come nasce Terapia al Contrario

Il 16 maggio 2025 ho debuttato al Teatro Manzoni di Monza con il mio primo vero spettacolo teatrale sulla psicologia.
Un battesimo del fuoco che mi riempie di emozione ed energia.

Nei mesi scorsi, mentre cercavo di dare forma a questo progetto, continuavo a chiedermi: cosa posso portare di davvero originale sul palco? Come posso creare un’esperienza di valore per chi verrà ad ascoltarmi?

La risposta l’ho trovata ripensando ai miei anni da psicoterapeuta.
C’era qualcosa che mi aveva sempre colpito, ma che forse non avevo mai esplorato fino in fondo: quanto ogni paziente, senza saperlo, mi stesse insegnando qualcosa di prezioso su me stesso.

Certo, in un setting clinico è lo psicologo che guida il percorso di cambiamento. È lui che ha gli strumenti, la formazione e la responsabilità di accompagnare il paziente verso una maggiore consapevolezza.

Ma mentre vestivo i panni dello psicoterapeuta e ascoltavo le loro storie, mentre li aiutavo a dare un senso alle loro esperienze, mentre osservavo sotto i miei occhi i loro grandi cambiamenti… stavo inconsapevolmente imparando a guardare anche dentro di me con occhi diversi.

Questa dinamica è diventata ancora più evidente quando ho iniziato a fare conferenze in azienda.
Ogni volta che all’interno di un mio intervento condividevo un’esperienza personale, una vulnerabilità, un momento di difficoltà, vedevo gli occhi del pubblico illuminarsi.
Come se in quel momento stessero vedendo qualcosa di loro stessi attraverso le mie parole.

“Mi hai letto dentro”, mi dicono spesso alla fine dei miei interventi.
Ma la verità è che non ho letto dentro nessuno: ho semplicemente condiviso una parte di me, e loro si sono riconosciuti in quella storia.

È da questa intuizione che è nato “Terapia al contrario“: uno spettacolo dove lo psicologo invece di ascoltare parla, invece di interpretare la vita degli altri racconta la sua, invece che accogliere e risignificare le vulnerabilità altrui mostra le proprie.

Il tutto non con lo scopo di “parlare di me”, ma di dare a chi sarà presente a teatro uno specchio in cui riconoscersi.

Qualche settimana fa a Imola ho provato a mettere in scena questo spettacolo.
Alla fine, una signora visibilmente commossa mi ha avvicinato: “Ho fatto anni di terapia, e stasera ho rivissuto tutti i punti cruciali del mio percorso”.
Non stavo raccontando la sua storia, eppure lei l’ha sentita sua.

I miei anni da psicoterapeuta mi hanno insegnato che forse è questo il vero potere delle storie: non ci dicono cosa pensare, ma ci aiutano a pensare.
Non ci dicono chi siamo, ma ci aiutano a scoprirlo.

Ogni volta che mi preparo a questo spettacolo mi rendo conto che ogni volta che ho avuto il coraggio di condividere una parte di me, qualcun altro ha trovato il coraggio di guardare dentro di sé.
E viceversa.