ottobre 2025
Qualche mese fa ho perso un caro amico e collega. Aveva poco più della mia età e due figlie che frequentavano le scuole medie. In pochi mesi, un tumore al cervello lo ha strappato alla sua vita, lasciando un vuoto improvviso e profondo nelle persone che lo hanno conosciuto.
Era tanto tempo che non ci sentivamo, ma questa perdita mi ha fatto riflettere su tante cose, e in particolare sulla fragilità della vita.
Per quanto a 46 anni mi sento ancora giovane e pieno di energie, devo forse iniziare a considerare l’idea per cui entro in una fase di vita dove “ogni lasciata è persa” e non ha più senso rimandare ciò che è davvero importante.
Ho poi pensato che non sempre il destino ci concede il tempo di dire tutto ciò che vorremmo ai nostri cari.
A volte le cose rimangono in sospeso, le parole non dette, i sentimenti inespressi.
Da questa riflessione è nata l’idea di scrivere una lettera alla mia famiglia – mia moglie e i miei figli – da conservare per loro nel caso mi accadesse qualcosa di improvviso.
Una lettera che potesse dare loro conforto, chiarezza e direzione in un momento di dolore. Una lettera che potesse togliere spazio a dubbi, non detti, incomprensioni rispetto alle quali magari non c’è stato modo o tempo di chiarirsi.
Scriverla è stato molto difficile.
Ho impiegato più o meno 4 settimane di tira e molla tra me, il PC e le mie emozioni, per arrivare a un dunque. Soprattutto, scrivere una lettera d’addio è stata una grande opportunità per rimettere al centro della mia vita le cose che contano.
Per questo voglio condividere con te tre cose che ho imparato scrivendola, che potrebbero esserti utili se deciderai di fare altrettanto:
Non forzare il processo.
Ci vuole tempo per trovare le parole giuste, per lasciare che le emozioni emergano e si trasformino in pensieri chiari. La fretta, in questo compito, è una cattiva alleata. La mia prima bozza non andava oltre le 2 righe. Un’altra era decisamente troppo lunga. Ho dovuto ascoltarmi e rispettare il mio metabolismo interiore per riuscire a scrivere un qualcosa con un capo e una coda. E so già che la aggiornerò con nuove ispirazioni che verranno.
Lascia da parte i rancori.
Le prime bozze della lettera potrebbero uscire un po’ troppo “pesanti”. La tentazione per alcune persone nello scrivere una lettera d’addio, potrebbe essere quella di usarla per regolare conti in sospeso o esprimere risentimenti. Secondo me quella parte di “non detto” (qualora sia presente) va affrontata da vivi in modalità frontale. Cioè da vivi e dal vivo con la persona diretta interessata. Esprimere i rancori nella lettera, invece, rischia di cristallizzarli e trasformarli in macigni impossibili da elaborare per chi resta. Al contrario, credo sia meglio scrivere la lettera mantenendo un sottofondo di costante e autentica gratitudine per la vita, un tono sereno e costruttivo.
Deve essere un regalo d’amore, non un peso da portare.Non diventare ingombrante.
Ho dovuto fare attenzione a non trasformarmi, attraverso questa lettera, in una presenza ingombrante che influenza la vita dei propri cari dopo la sua morte.
Scrivere una lettera d’addio non deve essere un modo per perpetuare la propria autorità o influenza, ma un gesto che libera l’altro a vivere pienamente la propria vita.
La lettera non dovrebbe diventare una “bibbia” da consultare per ogni decisione, né un metro di paragone con cui misurare le proprie scelte future.
Lo scopo ultimo è quello di aiutare i nostri cari a lasciarci andare, non a tenerci artificialmente presenti nelle loro vite.
Come una brezza che spinge la barca al largo, non un’ancora che la tiene ferma al porto.
Scrivere questa lettera è stato per me un atto d’amore che ha richiesto coraggio e consapevolezza.
Mi ha aiutato a mettere in ordine i pensieri, a dare voce a sentimenti profondi, a lasciare qualcosa di prezioso a chi amo.
So che non è una scelta adatta a tutti.
Alcune persone potrebbero trovare il processo troppo doloroso, altre potrebbero preferire esprimere i propri sentimenti in modo diverso. Inoltre, so anche che non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di preparare i propri cari a un’eventuale perdita.
Ma forse un valore importante di questo esercizio non sta tanto nella lettera in sé (che pure dal momento in cui la scriverai avrà un importante ruolo e compito), quanto nel processo di riflessione che innesca. Nel modo in cui ti costringe a fermarti, a guardare dentro di te, a dare priorità a ciò che conta davvero.
Per questo ho voluto condividere con te questa esperienza.
Un po’ per suggerirti di farlo, ma un po’ anche solo per invitarti a riflettere su cosa vorresti dire alle persone che ami.
Che tu decida di scriverlo o meno.

P.S. Data la delicatezza di questo processo, può essere prezioso il supporto di uno psicologo.
Se ne hai uno di riferimento, parlane con lui: potrà aiutarti a trasformare questo momento di riflessione in un’opportunità di crescita personale.
Se, invece, non hai uno psicologo che ti accompagna nel tuo percorso di vita, rivolgiti ai miei MindCenter.
Tiziana
Meglio non dire e non scrivere niente, a parte le disposizioni patrimoniali. Non sei tu a dover dire alle persone che sono libere. Le persone sono libere.
Michrla
Io l ho scritta . In primis per permettere loro di spargere le mie ceneri in mare da uno scoglio a noi particolarmente caro , per ribadire il mio amore e stima per loro in tutti i momenti della loro vita io sono stata felice e lì sarò di essere la mamma, e poi per ricordare loro di volersi bene, di aiutarsi un l altro come hanno sempre fatto, di mon perdersi durante la vita .
Luca Mazzucchelli
Capisco il tuo punto di vista. Per te funziona così e lo rispetto. Per me è stato diverso: non si tratta di “dare il permesso” di essere liberi, ma di esprimere sentimenti che altrimenti resterebbero muti. Ognuno sceglie la propria strada. 🙏
Annalisa
Grazie Luca, ne hai parlato anche nel tuo libro 86400 di una lettera simile,da scrivete x il “ns funerale.”
Ci sto provando a mettere giù una bozza, mi vengono giù le lacrime. Forse sono in un momento delicato!
Spero di non scrivere un promemoria ma di lasciare ” meno vuoto quel vuoto”.
Giuseppe
Ho avuto e ho ancora questo bisogno di scrivere alla mia famiglia. Ho provato a farlo, ma come scrivi, è veramente difficile. Non sono e non riesco a farlo. Grazie per gli spunti ci riproverò
Luca Mazzucchelli
Capisco la difficoltà, è normale bloccarsi. Non forzarti troppo, ma nemmeno arrenderti del tutto. Magari prova ad abbozzare piccoli pezzi, senza pretendere di finirla. A volte è questione di trovare il momento giusto. Darti il permesso di farla imperfetta può aiutare. 🙏
m.rosaria
grazie luca per spunti come sempre meravigliosi. ci pensero’ sicuramente
Luca Mazzucchelli
grazie a te 🙂
Silvy V.
Grazie, non so se avrò il coraggio di farlo ma penso possa essere utile a chi la leggerà e a me quando la scriverò. Un atto d’amore coraggioso!
Condividerò con 3 amiche ..vediamo che diranno, leggerti questa volta è stato più inteso del solito..
Salvatrice
Grazie Luca ..queste parole hanno già innescato qualcosa di unico…credo che scrivere una lettera così importante sia un grande regalo prima di tutto a me stessa e poi alle persone che amo. I tuoi suggerimenti sono preziosi e mi aiuteranno.
Non so quando sarò pronta a farlo ma di certo lo farò così come non sono ripromessa di fare e depositare il testamento biologico al comune del mio paese. Grazie sempre per la tua generosità 🌹🌏🌈
Morena
Grazie Luca per aver descritto molto bene la potenzialità che può avere il lasciare per iscritto quello che vorremmo dire e non riusciamo oppure come nel mio caso, ho sentito la necessità al compimento dei 50 anni di lasciare indicazioni per il momento del mio commiato da questa terra. Non se ne parla volentieri e allora ho scritto immaginando che i miei cari trovando indicazioni precise siano sgravati da decisioni che ho già preso io.
ignazia
Ho letto il tuo messaggio in un momento in cui ho deciso di scrivere a mia figlia, e’ da anni che un amica mi diceva di scrivere una lettera, ma io sinora non l ho ritenevo necessario e non ero pronta, con la tua lettera, ho capito che devo farlo ora, perché certe cose belle vanno dette ora, perché le stesse cose possono aiutare l altro a stare meglio, se non le servono ora, forse piu’ avanti le potranno servire. Grazie per l opportunità di aiutarmi a riflettere
Luca Mazzucchelli
Che bello che tu abbia sentito che è il momento giusto. Hai ragione: certe cose belle vanno dette ora, perché possono aiutare subito. E se oggi non servono, domani potrebbero essere preziose. Il fatto che tu sia pronta adesso è già un dono. Buona scrittura. 🙏
Maria Antonietta
Grazie Luca per questa condivisione e stimolo di riflessione. La vita corre e spesso dimentichiamo la sua fragilità. Non sappiamo mai quale giorno potrebbe rubarci dalla terra. Scrivere una lettera come rifugio e dono per i propri cari, anche per quelli con i quali si hanno rancori o incomprensioni credo sia davvero qualcosa di molto prezioso.
Luca Mazzucchelli
Grazie a te. In effetti, la fragilità della vita ci sfugge nella corsa quotidiana. Scrivere questa lettera ci riporta a quella consapevolezza e ci aiuta a fare pace con ciò che conta. È un dono per loro, ma prima ancora per noi stessi. 🙏
Simone
Ho fatto qualcosa di simile quando ho perso mio padre.
Certamente è diverso da lasciare qualcosa ai tuoi cari quando sei tu ad andartene ma nel senso di liberarci da tutto e lasciarci andare, è stato molto profondo e introspettivo.
Capisco quando parli di certe emozioni, serve sempre il giusto tempo e spazio per farle emergere, nel mio caso sono emerse come un fiume in piena la mattina prima del funerale.
Credo di non aver mai avuto tanta lucidità emotiva per comprendere davvero ciò che sentivo, seppur mi sentissi smarrito. Grazie di questa bellissima condivisione, è un gesto di estrema consapevolezza e di amore profondo quello che hai fatto. Troppe persone se ne vanno senza aver chiarito ogni cosa, purtroppo la paura, e vai a capire cos’altro, impediscono anche in condizioni ultime di esprimere chi siamo davvero. La scrittura è un potente mezzo per cercare di rappresentare la nostra impronta emotiva, senza distorcerla.
Luca Mazzucchelli
Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Scrivere per tuo padre dev’essere stato intensissimo, e hai ragione: anche se diverso, il senso del lasciar andare è simile. Quella lucidità emotiva in mezzo al dolore è un dono raro. E sì, la scrittura ha questo potere: ci permette di essere davvero chi siamo, senza filtri o paure. 🙏
Giovanni
Grazie, non so se riuscirò a fare la stessa cosa, “non è per tutti”
Elisa
Quattro mesi fa è nato mio figlio. Durante gli ultimi mesi di gravidanza ho deciso di scrivere a lui una lettera per raccontagli cosa stavo provando e vivendo. Una volta nato ho deciso che ogni mese avrei scritto a lui una lettera raccontandogli i suoi progressi e le mie emozioni nel vederlo crescere. Tutto questo con l’intento di costruire a lui dei ricordi scritti e lasciare traccia di questi mesi, consapevole del fatto che non sono eterna e che se avrò la fortuna consegnerò io a lui queste lettere e magari un giorno le leggeremo insieme e le arricchirò di dettagli rispondendo alle sue domande, se invece non avrò la fortuna qualcun altro potrà dargliele e nel leggerle con lui potrà raccontargli di me e il mio piccolo potrà avere qualche cosa che possa ricordargli che la sua mamma lo ama tanto.
Luca Mazzucchelli
Che regalo meraviglioso stai costruendo per tuo figlio. Quelle lettere sono un ponte d’amore che attraversa il tempo, qualunque cosa accada. E il fatto che tu lo faccia mese per mese le rende ancora più preziose: sono la vita che si racconta mentre accade. 🙏
Luca Mazzucchelli
Non so se per te scrivere sia davvero impossibile o solo difficile. A volte forzarsi un po’ su cose che ci bloccano può generare nuovo valore. Magari prova ad abbozzare qualcosa, anche solo poche righe, e vedi cosa succede. Ognuno con i suoi tempi, certo, ma non scartare l’idea troppo in fretta. 🙏
Maria Cristina
Come sempre, con le tue parole mi aiuti a chiarire delle emozioni e dei sentimenti che sono presenti in me, ma avvolti da una nebbia che me li fa intravedere. Ho avuto due occasioni nelle quali ho scritto un testamento olografo, ma ho pochi beni da lasciare, quindi sono diventati due lettere d’addio ai miei cari. Mi hanno aiutato a mettere a fuoco chi sono i miei “cari” e a cercare di esprimere tutto il mio affetto. Niente rancori, ma sono caduta nella Bibbia per le decisioni future…. Lo riscriverò! Grazie ancora per l’immediatezza della tua comunicazione: arriva e torna ad arrivare a diverse profondità e risuona.
Luca Mazzucchelli
Che bello che tu abbia già iniziato questo percorso. E che consapevolezza riconoscere di essere scivolata nella “bibbia per le decisioni future”! È un passaggio delicato. Riscriverla con questa nuova chiarezza sarà liberatorio, per te e per loro. Grazie a te per questa condivisione così onesta. 🙏
Daniela
E’ una cosa che sto pensando di fare da un po’: sia per cose pratiche ma anche per “dire”, ne parlavo anche con una persona cara che già lo sta facendo. Vorrei proprio iniziare a buttarla giù. Grazie per la condivisione
Luca Mazzucchelli
Bene, hai già iniziato a pensarci e ne hai parlato con qualcuno che l’ha fatto. Ora è il momento di buttare giù le prime righe, senza pretese. Lascia che esca quello che deve uscire, poi col tempo prenderà forma. In bocca al lupo e aggiornaci 🙏
Donatella
Grazie Luca per questa condivisione così profonda e delicata. Ho 47 anni, e sin da giovane mi porto dietro questo pensiero di lasciare una lettera o un diario ai miei cari dove poter dire “cose non dette”… ma come hai ben descritto tu e’ molto doloroso ed è un percorso interiore molto delicato e di coraggio. Ti ringrazio molto per questa tua condivisione e per gli spunti suggeriti, penso sia molto importante per ciascuno di noi,
in fondo possiamo pensarla come una “ sorta”di testamento di VALORI, ben lontano da beni materiali, ma un lascito che possa trasferire e generare VALORE, “ impreziosendo” la vita dei nostri cari.
Io desidererei ricevere una lettera o diario dai miei cari, sarebbe rifugio, forza, renderebbe quel vuoto meno vuoto…. Quel porto da cui partire lasciandosi andare nella brezza della VITA.
Luca Mazzucchelli
Grazie a te per questa riflessione così bella. “Testamento di valori” è un’espressione decisamente azzeccata. Non beni materiali, ma qualcosa che può dare forza, direzione, conforto. Hai ragione: renderebbe quel vuoto meno vuoto. È un porto sicuro da cui ripartire. 🙏
Nunzia
Io lo faccio ogni giorno, scrivendo tutto in un diario, da tanti anni oramai, e se, i miei figli avranno voglia di leggere, sapranno dove trovare i pensieri a loro dedicati.
Luca Mazzucchelli
Bellissimo. Un diario è una lettera continua che cresce con voi. Però la lettera di cui parlo io è diversa, ha un altro scopo: non sostituisce il diario, lo completa. Sono due cose preziose, ciascuna con il suo valore. 🙏
Elio
Ottima riflessione, come sempre Luca. Non è una cosa facile, facile oltrepassare i giusti limiti, potrebbe diventare una ottima esperienza per chi la scrive, ma occorre stare attenti su come può essere vissuta dai nostri cari. Potrebbe essere un utile esercizio per cominciare a guardare i nostri cari con un altro occhio o meglio cuore, ma in questo caso la lettera dovrebbe “venire con noi”, avrebbe il fine di migliorare noi oggi, se trovassimo cose che vanno dette o fatte oggi, perché posporle a quando non ci siamo più? Abbiamo paura delle risposte? Siamo sicuri che non stiamo curando il nostro ego?
Sicuramente è un ottimo esercizio, ma penso che la porterò con me. Difficile scriverla come se la lasciassi. Comunque e’ una ottima idea questa lettera – bilancio provvisorio. BRAVO come al solito. Elio
Luca Mazzucchelli
Grazie Elio. Sollevi una questione importante: se la lettera ci fa capire cose che vanno dette oggi, perché aspettare? Hai ragione. La lettera non dovrebbe sostituire ciò che possiamo vivere e dire ora. Forse il suo vero valore sta proprio lì: nel ricordarci di non rimandare ciò che conta. 🙏
Maria Luisa
Grazie dal profondo del cuore, con questo tuo post hai reso un servizio a tutti quelli che potranno leggerlo. Io sono più grande di te e da diverso tempo sento questo bisogno di scrivere, non l’ho ancora fatto perché è davvero impegnativo emotivamente. Sono contenta però di avere adesso a disposizione questa tua guida. Buona vita!
Luca Mazzucchelli
Grazie a te per queste parole. Capisco perfettamente quanto sia impegnativo emotivamente. Prenditi tutto il tempo che serve, non c’è fretta. Quando sentirai che è il momento giusto, ci sarà. E se ti serve un supporto, non esitare a cercarlo. Buona vita anche a te! 🙏
Sandro
Grazie Luca per quello che hai scritto. Sai quante volte ci ho pensato di scrivere una “lettera di addio”, per i famigliari, per gli amici più cari, ma la quotidianità poi ti porta lontano da questi pensieri. Io penso che per trasmettere serenità tramite una lettera, dovrebbe essere scritta in un momento dove tu sei sereno e in questi tempi frenetici, è difficile avere la mente serena. Lo farò e sicuramente sarà un esercizio importante. Grazie ancora per questa tua riflessione
Luca Mazzucchelli
Hai ragione sulla serenità. Ma un’idea: abbozza pure quando sei tormentato, lascia emergere quello che c’è. Poi, a mente serena, rileggi e valida. Anche i momenti frenetici fanno uscire verità importanti. La revisione poi le mette a fuoco. 🙏
MARIA PIA
TUTTO QUELLO CHE LEI HA SCRITTO E CHE HO LETTO LO CONDIVIDO PIENAMENTE.
PER ESSERE PIU’PRECISA LE HO CONDIVISE E FATTE MIE DOPO AVERLE LETTE.
ANCH’IO AVEVO IN MENTE DI SCRIVERE UNA LETTERA IN MODO CHE MIE FIGLIE ORMAI ADULTE,DOPO LA MIA MORTE, POTESSERO LEGGERE QUANTO DOLORE E SOFFERENZA MI STANNO DANDO.
MA LA MIA IDEA ERA PIU’QUELLA DI SOTTOLINEARE TUTTO IL MIO DOLORE E LA LORO SUPERFICIALITA'(O CATTIVERIA?) NEI MIEI CONFRONTI.SONO STATE
LA MIA VITA SIN DAL PRIMO ISTANTE CHE SONO STATE CONCEPITE E CREDEVO DI VIVERE IN SIMBIOSI CON LORO.CREDEVO DI AVER INSEGNATO LORO CHE ANCHE UN SEMPLICE “CIAO MAMMA”POTESSE ESSERE IMPORTANTE.NON E’ STATO COSI’,NON E’ PIU’COSI.
MA CIO’CHE HO CAPITO LEGGENDO LA SUA MAIL E’CHE CIO’CHE CONTA NON SONO LE ACCUSE O LE RECRIMINAZIONI POST MORTEM, MA L ‘AMORE IN VITA E IN MORTE.PER CUI LE SALUTERO’ (SCRIVENDO)RICORDANDO LORO QUANTO LE HO AMATE E QUANTO LE AMERO’ OVUNQUE IO SARO’.
Luca Mazzucchelli
Mi spiace, sento che il dolore che provi è profondo. Ma hai colto il punto essenziale: una lettera piena di accuse cristallizzerebbe la sofferenza senza dare a nessuno la possibilità di cambiare o elaborare. L’amore, invece, anche quando fa male, può essere un ponte. Forse prima di scrivere quella lettera, vale la pena parlare con loro da viva. 🙏
Cristina
Grazie per il suggerimento. Sto passando un periodo difficile e comprendo molto bene la tua senzazione. Non ti nego che ad alcune persone che mi sono state vicine anche lavorativamente e che hanno cambiato posto di lavoro ho scritto quello che pensavo di loro e le belle senzioni che mi hanno regalato. Scrivere una lettera anche ai miei cari, non ci avevo pensato. Approfitto di questa tua condivisione che mi aiuterà a comprendere ancora di più che nella vita le persone che ti circondano davvero ti hanno dato e ti daranno tanto e che purtroppo non gli dai importanza, perchè sembrano scontate. Sarà dura, ma ci proverò.
Luca Mazzucchelli
Ti capisco, i momenti difficili ci portano a fare i conti con ciò che conta davvero. Bellissimo che tu abbia già scritto a persone importanti della tua vita lavorativa. Scrivere ai tuoi cari sarà diverso, più profondo. Prenditi il tempo che serve, senza forzare. Non sarà facile, ma può aiutarti. 🙏
Ilario
Grazie Luca per questo dono – quando termini dicendo di mettere in ordine i pensieri, a dare voce a sentimenti profondi, a lasciare qualcosa di prezioso a chi si ama, oltre a tutto ciò che c’è di buono in ciò che hai scritto, la mia deformazione professionale mi ha portato inevitabilmente a pensare a quante (troppe) persone non hanno avuto questa sensibilità per tempo e chissà, da qualche parte, se ne stanno rammaricando.
Io ho toccato quel momento, quello dei saluti, circa 20 anni fa, a 30 metri di profondità del Mar dei Caraibi, solo, in pieno panico.
Tornato a casa, per fortuna… la prima cosa che ho fatto è stata quella e di rafforzare miei piani di protezione assicurativa e patrimoniale (che è il mio mestiere) e subito dopo di mettere ordine le mie decisioni testamentarie.
Ora però andrò oltre, ne sento il bisogno adesso, forse anche grazie a te 😊.
Anche perché credo che sia molto diverso definirsi un genitore responsabile, dall’esserlo davvero a tutto tondo.
E per esserlo NON basta aver pianificato la propria successione ereditaria (cosa peraltro fondamentale se analizziamo ciò che sta accadendo e la velocità con cui accadono e cambiano le cose), ma possiamo darci l’occasione di fermarci un attimo a riflettere, scrivere una lettera d’amore (forse più che di addio) alle persone care, anche perché, sono d’accordissimo con te, questo esercizio ci aiuta a guardarci dentro e dare priorità a ciò che conta davvero.
Luca Mazzucchelli
Che esperienza potente hai vissuto. E hai ragione: chiamarle “lettere d’amore” invece che “d’addio” è un cambio di nome molto interessante, ci rifletterò. Hai sistemato gli aspetti pratici con grande responsabilità, ora senti il bisogno di completare con quelli del cuore. Sono due facce della stessa cura. 🙏
Marcello
Ciao Luca,
io penso che conti molto di più l’esempio giornaliero che dai ai tuoi figli, alla tua famiglia, a chi vuoi bene che una lettera, rimangono sempre e e solo “pensieri” che hanno meno “valore” delle “azioni”…anche perchè potrebbero essere pensieri e intenti che tra 10 o 20 anni (figli grandi , etcc..) non sarebbero più attuali…in questo senso penso valga più come momento riflessivo per rimettere al centro ciò che conta per se stessi, questo si. Detto ciò, quando persi mio padre, trovai grande conforto in una lettera che lui scrisse per mio cugino in un momento buio della sua vite, quando la morte aveva colpito un familiare, ciò che leggi sulla carta ha un potere emozionante potentissimo e conservo tutti gli scritti che mio padre mi dedicava in vita (avevamo un rapporto anche epistolare, forse la parte più bella del nostro rapporto).
Luca Mazzucchelli
Dici bene: l’esempio quotidiano viene prima di tutto. La lettera non lo sostituisce, è un di più. E la tua esperienza lo conferma: quegli scritti di tuo padre hanno un valore proprio perché nascevano da una relazione viva e autentica. La carta amplifica ciò che già c’era, non lo crea. 🙏
Elisa
Interessante, l’unica cosa che penso è che forse le cose che direi oggi non sono necessariamente quelle che scriverei fra 10 anni perché per esempio oggi i miei figli sono adolescenti e domani uomo e donne…ma ci penserò!
Luca Mazzucchelli
Giustissimo. Infatti la lettera va aggiornata nel tempo, seguendo l’evoluzione della vita e delle relazioni. Non è un documento fisso, ma qualcosa di vivo che cresce con noi. Pensaci pure con calma! 🙏
Cristina
Credo che spesso questo tipo di cose riguardino il rapporto che abbiamo con noi stessi e lo spazio che lasciamo aperto alla morte.
Forse allora è una lettera da scrivere ogni giorno sforzandoci di essere chiari e trasparenti con chi amiamo, che, certamente si ricorderà di noi per come ci ha visti muovere nel mondo.
Di recente ho letto una lettera testamento di una persona cara. Una mostruosità di cattiverie, rancori ecc…lasciamo che gli altri ci pensino liberi di andarcene se questo è il nostro destino senza il macigno dei nostri prediconi ex-post…
Luca Mazzucchelli
la trasparenza quotidiana è fondamentale. E quella lettera piena di cattiverie che hai letto è esattamente ciò da evitare. La lettera di cui parlo io è altro: non sostituisce la vita vissuta insieme, ma può essere un dono in più. Uno non esclude l’altro. 🙏
Teresa
Luca, ti seguo ormai da anni, trovo i tuoi video e ciò che scrivi, interessanti ed edificanti. Anche queste riflessioni, mi aiuteranno come mi hai sempre aiutata. Grazie di cuore
Luca Mazzucchelli
Grazie a te per la fiducia che mi dai da anni. Sapere che queste riflessioni ti accompagnano mi riempie di gratitudine. 🙏
Laura Cammarata
Grazie Luca ho scritto una lettera prima della nascita del mio terzo figlio.. la scrissi a lui e ai più grandi… Non sapevamo se sarebbe sopravvissuto ma lo ritenni necessario.. io ressi ma dentro era devastata e lo scrivere mi aiutò ad affrontare quel dolore e ricucire la mia ferita . Lui oggi è con noi e io conservo questa lettera da fargli leggere una volta grandi per comprendere come la barriera dell’ amore possa superare tantissimi ostacoli.. grazie Luca
Luca Mazzucchelli
Che coraggio immenso. Quella lettera è diventata una testimonianza di quanto l’amore sia più forte della paura. Grazie per aver condiviso. 🙏
Michele
Quando ho ricevuto la mail, per un attimo, mi sono spaventato. L’oggetto della mail mi ha fato pensare ad una possibile malattia molto grave o qualcosa di simile. Poi ho capito che si trattava in realtà di qualcosa di molto bello, di una sorta di regalo che hai deciso di lasciare alla tua famiglia ma il regalo più grande è quello che fai a te stesso mentre la scrivi, non tanto perché venga letta ma perché è un momento, più o meno lungo, che ti prendi per riflettere su ciò che conta davvero nella vita e uno stimolo potente a fare subito ciò che puoi fare, senza esitazione. Non so se scriverò la mia lettera ma sò che mi prenderò il tempo per capire ciò che conta e cosa lasciar andare.
carla
ciao Luca, grazie del tuo suggerimento. Non ci avevo pensato e proverò a farlo. Questa cosa l’avevo fatta con mia mamma: ho voluto scriverle una lettera in vista della sua dipartita per esprimere dei sentimenti che non le avevo mai detto a voce. Una volta scritta però mi sono chiesta: a chse serve averla scritta se lei non la potrà ascoltare il giorno del suo funerale? Così l’ho avvertita che sarei passata e che avrei avuto bisogno di parlarle. E quel pomeriggio gliel’ho letta in sua presenza. Lei mi ha chiesto di includerla il giorno che sarebbe stata cremata. E così è avvenuto!
P.S. Passando gli anni la mia maturità è cambiata e nel tempo l’ho rivista almeno quattro o cinque volte 🙂
Lucia
Grazie Luca di questa opportunità,io vorrei chiedere scusa per i troppi errori e fastidio che ho dato,mi dispiace,la bambina che era in me è finalmente cresciuta ma non ha dimenticato la bella persona che sei.
alessandra
E’ la prima volta che mi fermo a leggere anche i commenti del post e non credevo ci fosse tanto prolifico scambio. Me ne compiaccio sinceramente. Mi ha colpito molto quella mamma che sta scrivendo il suo memorandum durante la gravidanza. E’ davvero bellissimo l’atto d’amore che sta compiendo. Anche a me sarebbe piaciuto trovare delle lettere dei miei genitori ora che non ci sono più, ma la “scrittrice” di casa sono io. Ho scritto una lettera di “addio” a mio padre un mese prima che andasse via e per fortuna l’ha letta. Mia madre invece ha disseminato di parole la mia vita (tantissimi biglietti/lettere augurali o brevi messaggi che trovavo sul tavolo della colazione accompagnati da un dolce magari). Eppure il pensiero, leggendo la mail, è andato alla lettera di addio che non esiste. Quanta insoddisfazione inutile. E’ stato sufficiente invece fermarsi un attimo in più per scrivere questo commento e realizzare che ho avuto una vita piena d’amore. Quindi grazie dott. Mazzucchelli per questa fonte di ispirazione.
Isabella
Condivido in pieno ,io aggiungo che i nostri genitori dovrebbero scrivere anche un diario della loro vita,in modo da tramandare il loro vissuto, si capirebbero tante cose su di loro.
Marcella
Grazie la trovo una bella condivisione, oltre che con i tuoi cari, quando sarà il momento, con noi, che ti seguiamo. È uno scambio importante, un aiuto per crescere e per affrontare temi che rimangono sempre indietro, per la fatica ed il coraggio che occorrono per affrontarli.
Che tu ci sia riuscito è importante e può essere uno stimolo anche per noi trovare il tempo e il coraggio di affrontare un tale tema e portarlo avanti, percse stessi e per i propri cari.
Giuseppe
Ciao Luca..Io sono profondamente convinto che i Nostri veri Valori e le Nostre Emozioni più profonde vadano condivise in Vita con le Persone a Noi care che ce ne danno l’opportunità…il più delle volte basta anche solo lasciarle intuire dai nostri comportamenti…sinceramente non mi interessa lasciare un mio scritto per quando non ci sarò più…lascio che Ognuno conservi un mio ricordo basato su ciò che sono riuscito a trasmettergli da vivo…poco o molto che sia…mi fido della Sensibilità di chi mi ha voluto bene in modo sincero…
e se alcune persone care accantoneranno in fretta l’immagine o il ricordo che hanno di Me..sarà perché probabilmente non sono riuscito a far “breccia” nel loro cuore…e in questo caso è più che giusto che il mio ricordo svanisca in poco tempo…
Grazie Luca per la Tua condivisione..
in fondo mi hai stimolato a condividere almeno questo mio scritto..ed è già tanto!
Un Abbraccio ☺️🤝
Cristiana
Ho sentito l’esigenza di scrivere per riflettere, quando i miei genitori se ne sono andati, sul patrimonio di sentimenti e valori che mi hanno trasmesso e su quanto le incomprensioni che pure ci sono state non hanno contato a paragone del grande amore nei miei confronti che ho costantemente percepito. Forse per questo motivo ho la sensazione che mi siano rimasti accanto sempre in costante dialogo soprattutto nei miei giorni più difficili.
Carmen
Ciao Luca,
Ho scritto una lettera al mio compagno dopo averlo lasciato. Non riuscivo a comunicare.Mi urlava sempre e non c’è l’ha facevo a rispondergli. Con quella lettera mi sono liberata, spiegandogli bene armoniosamente la verità della nostra rottura. Dopo 14 anni
di convivenza. Certo abbiamo sbagliato entrambi. Scrivere quella lettera mi ha aiutato molto a capire i miei errori.
Nicola
Wow, Luca che bello e coraggioso spunto ci hai condiviso!
Sembra un esercizio ancora più raffinato di quello che proponi in 86400. Come tanti dei commenti qua sopra, anche io ho pensato di scrivere una lettera dal momento della nascita della mia prima figlia. Ho pensato di scrivere una lettera per ogni compleanno di mia figlia per augurarle il meglio con un linguaggio adatto ad ogni età della sua vita… Tra qualche mese compirà 8 anni e “non ho ancora trovato il tempo” di farlo in modo serio e costante. A chi non l’avesse letto ed è stato toccato dalla tua riflessione o dal tema e avesse qualche dubbio o resistenza, suggerisco di leggere “Vorrei averlo fatto” di Bronnie Ware.
Troverò il tempo per scrivere le lettere di compleanno ai miei figli e quella per quando non ci sarò più, (certo sperando di poterla aggiornare almeno una decina di volte in buona salute una ogni 5 anni), anche se dovrò farlo tra le fatiche di tutti i giorni per il bene che spero potrà produrre in chi la leggerà.
Certo non deve passare in sordina il suggerimento di chiarire in vita, con chi conta, le occasioni di amore che ci hanno donato momenti di felicità (gioia, gratitudine riconoscenza…) e/o momenti di dolore (per chi ne sopporta il peso…).
Un caro saluto e un sincero ringraziamento per i contenuti che dispensi 😊
Mariagrazia
Interrogo molto sul tema della morte, sia nella mia sfera più intima e privata che nello studio con i pazienti che ricevo che portano nella stanza di terapia il lutto. Mi sento vulnerabile rispetto a questo tema e leggere le tue parole così delicate mi fa sentire meno sola, anche se non nego che quando ho ricevuto la tua e-mail dal titolo “lettera d’addio” ho provato paura, ho pensato “sempre brutte notizie“, pensando che fosse riferito strettamente a te. Nonostante ciò, sono dispiaciuta per questo Collega che è andato via. Grazie Luca, è un piacere leggerti.
Maria Giovanna
Carissimo, ho vissuto una perdita devastante lo scorso agosto. Trenta anni di vita condivisa non sono cosa da poco: sono radici, memoria, respiro. La gravità della situazione mi è stata celata fino all’ultimo istante, e ora mi ritrovo a cercare disperatamente una traccia, una lettera, un pensiero — non un testamento, ma qualcosa di intimo e vero — che mi aiuti a trovare pace, a lasciarlo andare verso la sua luce, verso la quiete.
Credo profondamente che scrivere qualcosa ora, per chi resterà, sia un gesto essenziale. Un dono di conforto, una carezza che attraversa il tempo. Lo sto già facendo, anche se non ho più nessuno a cui lasciare queste parole. Ma forse è proprio questo il senso: scrivere per non smettere di amare, anche nel silenzio.
Roberta
Gianni, il mio compagno, è mancato otto anni fa. E’ stato tutto veloce ed inaspettato, un tumore al cervello ce l’ha strappato il 21 giorni. Stavamo insieme da tre anni e lui era padre di due figli, all’epoca ancora minorenni. Gianni non ha avuto tempo di lasciare niente di scritto, ma si possono leggere ancora sui social i racconti delle “zingarate” che faceva, macinando km in bicicletta. Pura poesia. Il resto lo abbiamo fatto noi che siamo rimasti, cercando di remare tutti dalla stessa parte. Oggi, al netto del dolore e delle difficoltà, abbiamo un laureato con 110 e lode in ingegneria.
Amo scrivere e lo stesso valeva per lui.
Evidentemente, però, ci sono messaggi che rimangono a prescindere dalla forma in cui vengono lasciati.
Forse, l’esempio di chi “non c’è più” e la determinazione di chi resta fanno la differenza.
Grazie per l’opportunità di confrontarci su questo argomento.
barbara
Ciao Luca, mi dispiace tanto per il tuo amico/collega immagino il tuo dolore.E’ sempre difficile confrontarsi con questi eventi, ti aprono tanti interrrogativi e ti metto di fronte ad emozioni forti.
Il tema della morte per me e’ un argomento molto vivo, che mi mette nella condizione di dare il meglio di me ogni giorno, perchè per me “ogni giorno e’ importante” . Rendo grazie ogni istante per tutto quello che la vita mi fa dono, nonostante abbia perso molte persone a me care questo non mi ha mai resa ingrata o triste,anzi ringrazio per l’abbondanza che ricevo ogni giorno.Ma tornando al tuo tema proposto, scrivere una lettera di addio, ci sto pensando.Riordinando casa tempo fa, ho ritrovato una lettera di mia madre che mi scrisse nel giorno del mio 40° compleanno, in cui faceva un punto di arrivo su se stessa e su di me ringraziandomi per l’aiuto ricevuto da noi fratelli nei momenti diffcili. Rileggendo quella lettera mi sono sentita commossa e felice e la tengo custodita con cura. Credo comunque che sia importante dirci quanto ci vogliamo bene, quanto siamo importanti gli uni per gli altri quando siamo vivi. I nostri abbracci, i nostri pranzi, il nostro tempo dedicato a chi amiamo sone le lettere più belle che possiamo scrivere, sono immagini polaroid indelebili Ma io dico sempre “trova il modo” per comunicare.Ognuno di noi ha la chiave per arrivare al cuore delle persone, se è una lettera va bene, ma trova il tuo modo, personale, unico. Grazie Luca per la tua profonda riflessione sul tema proposto.
Gloria
Bello quello che scrivi ❤️
Emanuela
La lettera da lasciare ai propri cari è davvero un’ottima idea: non so scrivere benissimo, nel senso che non sono brava a trasformare emozioni e pensieri in parole, ma ci posso provare. Io, invece, da tempo ho scritto come dovrà essere il mio funerale nei minimi dettagli, perchè voglio in ogni caso essere ricordata con gioia! Vorrei anche scrivere una lettera da leggere in chiesa durante la messa…..
Gloria
Caro Luca, grazie per questo spunto che ritengo meraviglioso! Non è vero, come ho letto in alcuni commenti, che non serve: nella mia esperienza in cui mio padre biologico, conosciuto appena, mi ha lasciato senza quelle parole che mi avrebbero fatto volare, se avesse lasciato una lettera così mi avrebbe riempito la vita di gioia.
E visto che non lo ha fatto in vita, l’ho cercato nell’oltre, perché all’età di 65 anni gli insoluti di allora sono rimasti a logorarmi in dubbi che hanno poi condizionato molti aspetti relazionali in termini problematici. L’ho cercato nell’oltre e l’ho liberato da quel peso del silenzio autoimposto per paura, codardia, per “quello che allora non si poteva svelare (ho letto in merito anche un libro interessante sulla psico genealogia ed i segreti di famiglia) per non distruggere un’immagine di due famiglie con una rivelazione scomoda (che era la mia nascita illegittima)”.
Mi è costato fatica superare lo scoglio di un’esperienza così folle di cercarlo nell’aldilà ma questo ha salvato anche la mia vita, sentendo le parole D’amore di cui avrei avuto bisogno da bambina per crescere sapendo di essere amata e riconosciuta da mio padre. Non possiamo conoscere gli effetti di un silenzio nel nostro cammino, ma una parola in più, scritta col cuore, quando non la puoi più sentire da chi hai amato o da chi ha avuto una vita complicata e conflittuale, o semplicemente da chi vuole trasmettere un messaggio di puro amore e’ meraviglioso!
Io credo che per l’esperienza avuta e per i piccoli irrisolti con le mie figlie la scriverò.. e le tracce che hai dato tu sono una guida “sicura” per non trascendere in parole sbagliate.
Detto questo, ti ringrazio per questo e per tutti i pod cast che seguo sempre con piacere ed interesse.