Novembre 2025
C’è un aeroporto che ricordo bene dalla mia gioventù: Schiphol, Amsterdam.
Era una mattina di vent’anni fa. Io e due amici del liceo in attesa del volo che ci avrebbe portato oltreoceano per il nostro coast to coast americano.
Avevamo poche ore e le avevamo spese a girare per il centro città, incuriositi da quella Amsterdam che tutti i ventenni conoscono: la città diversa, quella che fa parlare, quella della libertà interpretata in modo così diverso dal resto d’Europa.
Se mi avessero detto allora che ci sarei tornato due decenni dopo con tre figli, mia moglie e mia madre settantenne, probabilmente avrei riso.
Eppure eccomi qui, stesso aeroporto, stessa città. Ma tutto è diverso.
Oggi non cerco più di capire le trasgressioni, ma l’arte che emoziona, la storia che insegna, i canali che raccontano. E Amsterdam ha molto da offrire a riguardo.
Questo è il racconto del nostro weekend in famiglia dal 22 al 24 novembre 2024 nella bellissima Amsterdam.
Amsterdam in 3 giorni: il viaggio inizia
Siamo partiti il sabato pomeriggio, atterrando a Schiphol intorno alle 13:00.
L’aeroporto di Amsterdam è uno dei più efficienti che abbia mai visto: volendo, in 15 minuti di treno ti ritrovi ad Amsterdam Centraal, nel cuore della città. Complice la pioggia e il fatto che con me c’era oltre ai miei tre figli anche mia mamma settantenne, abbiamo optato per un comodo Uber (ad Amsterdam funzionano benissimo).
Abbiamo alloggiato all’NH Amsterdam City Centre, una scelta strategica che si è rivelata perfetta. L’hotel era a circa 15 minuti a piedi da Piazza Dam, in una posizione molto comoda per passeggiare nel centro della città e raggiungere le principali attrazioni.
Giorno 1: Primo impatto con Amsterdam (mezza giornata)
Dopo il check-in, ci siamo immersi subito nell’atmosfera della città.
Piazza Dam è stata la nostra prima tappa: il Palazzo Reale che domina la piazza, la Nieuwe Kerk accanto, il Monumento Nazionale. Tutto sembrava uscito da una cartolina storica.
Ci siamo mossi nei dintorni, esplorando le strade circostanti, fino ad arrivare al mercato galleggiante dei fiori, il Bloemenmarkt. È l’unico mercato di fiori galleggiante al mondo, con bancarelle su chiatte ormeggiate lungo il canale Singel. Un’esplosione di colori e profumi, dove abbiamo comprato i classici bulbi di tulipano da portare a casa come souvenir.
La sera ci siamo trovati di fronte a una delle decisioni più discusse del nostro itinerario per visitare Ansterdam in 3 giorni: visitare il Quartiere a Luci Rosse con i bambini.

Ne avevamo parlato prima di partire.
Ad Amsterdam la prostituzione è legale e regolamentata dal 2000. Per gli olandesi è una questione pragmatica: meglio regolamentare che proibire. Abbiamo spiegato ai ragazzi che avremmo visto qualcosa di diverso dalla nostra cultura, ma che fa parte della storia e della realtà di questa città.
E in effetti, è stata un’opportunità educativa preziosa. Camminare per quei canali ci ha permesso di parlare di temi importanti: il rispetto per le persone, le differenze culturali, come ogni società affronta questioni difficili in modi diversi. Abbiamo anche visto persone in stati alterati per droga – un altro effetto collaterale della politica olandese della tolleranza – e questo ha aperto conversazioni importanti con i ragazzi più grandi.
Il contrasto più forte? La Oude Kerk, una chiesa gotica del 1306, solenne e imponente, circondata dalle vetrine illuminate di rosso. Sacro e profano che convivono pacificamente. È uno dei paradossi più affascinanti di Amsterdam: la capacità di far coesistere mondi apparentemente inconciliabili.
La cena l’abbiamo fatta in un ristorante giapponese proprio vicino all’hotel, comodo dopo una prima giornata intensa.
Giorno 2: Arte e canali ad Amsterdam
La domenica è stata la giornata più intensa dal punto di vista culturale.
Arriviamo al Van Gogh Museum alle 10, e come entriamo siamo catapultati nel mondo del famoso artista Olandese.
Vedere i Girasoli dal vivo è stata un’esperienza completamente diversa da qualsiasi riproduzione su libro o schermo. Le pennellate materiche, dense di colore, dove Vincent spremeva il colore direttamente dal tubetto sulla tela. Il giallo così intenso che sembra emanare luce propria.
La Camera da Letto ad Arles con la sua prospettiva volutamente sbagliata, i colori brillanti ma limitati, quella solitudine struggente.

Il Mandorlo in Fiore, delicato e gentile, dipinto per celebrare la nascita del nipote. E poi il mio preferito: il Campo di Grano con Volo di Corvi, uno degli ultimi quadri di Vincent, angosciante ma tecnicamente magistrale.
I bambini sono rimasti particolarmente colpiti dagli autoritratti e dalla storia di Van Gogh. Era povero, soffriva di depressione, vendette solo un quadro in vita. Ma continuò a dipingere perché non poteva farne a meno. È una lezione potente per i ragazzi tanto quanto per noi adulti: l’arte può salvare la vita, anche quando tutto sembra perduto.

Dopo Van Gogh, a due passi c’era il MOCO Museum, dedicato all’arte contemporanea, e molto pubblicizzato un po’ ovunque in città. Devo ammettere che ci ha delusi. I nostri ragazzi sono abituati a visitare musei di arte contemporanea ben più completi e affascinanti. Il MOCO ci è sembrato più un’operazione commerciale Instagram-friendly che un vero museo d’arte contemporanea. Sì, ci trovi Banksy e Basquiat (ma 3 quadri in croce…), le installazioni con specchi, le stanze colorate… tutto molto fotogenico, ma poco sostanziale.

Dopo la profondità emotiva di Van Gogh, il contrasto è stato stridente.
Al pomeriggio siamo saliti sulla barca per la crociera sui canali. E nonostante la pioggia di novembre, è stata comunque una bella esperienza. Amsterdam ha 165 canali che si estendono per oltre 100 km, con 1.281 ponti. Navigare tra questi canali ci ha permesso di apprezzare davvero l’architettura della città. Le case danzanti che pendono in avanti, costruite su migliaia di pali di legno conficcati nel terreno paludoso. Le facciate strette e alte (si tassava la larghezza…). Le finestre senza tende dove puoi sbirciare dentro le case eleganti con lampadari di cristallo e scale ripide.
Durante la crociera abbiamo anche assaggiato il famoso formaggio olandese – un momento goloso che senza questa esperienza, forse ci saremmo dimenticati di provare.
La sera siamo rientrati in hotel e abbiamo cenato di nuovo nei dintorni, ormai stanchi dopo una giornata intensa.
Giorno 3: Storia, quartieri autentici e arte immersiva
L’ultima mattina ad Amsterdam doveva essere quella più intensa emotivamente.
Inizia, infatti, con l’esperienza più toccante del viaggio: la Casa di Anna Frank.
Questa visita non è un museo normale. È un luogo che ti cambia.
Prima di entrare, abbiamo tutti scaricato l’audio-guida in italiano, devo dire fatta molto, molto bene.
Le spiegazioni erano chiare, coinvolgenti, adatte anche ai ragazzi più giovani.
Varcare la famosa libreria girevole e salire quelle scale ripide è come entrare letteralmente nella storia. Le stanze sono vuote di mobili – Otto Frank volle così per renderle più universali – ma proprio questo vuoto colpisce al cuore.

La stanza dove Anna condivideva lo spazio con Fritz Pfeffer è piccola.
MOLTO piccola.
Forse 3×4 metri, con una finestra con tenda sempre chiusa. Alle pareti ci sono ancora le foto di stelle del cinema che Anna aveva ritagliato da riviste. Sulla parete, dietro un vetro, i segni delle altezze che Otto Frank segnava per le figlie.
Inimmaginabile cosa si possa provare a dormire qui dentro per 700 notti. Non poter mai affacciarsi alla finestra. Non fare rumore di giorno. Non poter uscire MAI. Per 2 anni. Da 13 a 15 anni – gli anni dell’adolescenza.
Il momento più forte è stato vedere il diario originale nella vetrina protetta: un quaderno con copertina a scacchi bianchi e rossi, pagine fitte di quella scrittura minuta. Quelle parole che abbiamo letto nei libri furono scritte DAVVERO da una ragazza di 14 anni in quel nascondiglio.
Dopo l’intensità della Casa di Anna Frank, abbiamo passeggiato nei canali lì vicino e nel Jordaan, il quartiere più autentico di Amsterdam.
Il Jordaan è il quartiere degli artisti, dei caffè bohémien, delle gallerie d’arte. Le strade strette, i canali romantici, le case piccole e colorate. Qui abbiamo respirato l’Amsterdam vera, quella dei locals, lontana dalle masse di turisti.
Ci siamo fermati per pranzo in una specie di pub locale, niente di particolare ma autentico. Il tipo di posto dove mangi semplicemente, circondato da olandesi che fanno pausa dal lavoro.

Nel pomeriggio ci siamo infine diretti alla Fabrique des Lumières, un’esperienza di arte immersiva ospitata in una vecchia fabbrica del gas del 1885.
Purtroppo l’orario non coincideva con la mostra su Van Gogh (che ci sarebbe piaciuto vedere dopo la visita al museo), ma c’era una mostra su Monet e gli impressionisti che si è rivelata comunque molto interessante.
Le Ninfee che si aprono sotto i tuoi piedi, i ponti giapponesi che si formano intorno a te, i colori che esplodono sulle pareti alte della fabbrica (più di 10 metri…). È un modo completamente diverso di vivere l’arte: non la guardi, ci entri dentro.
Riflessioni finali del nostro itinerario ad Amsterdam i 3 giorni
Amsterdam è una bella città che ha tenuto testa alle nostre aspettative.
Per me, tornare in questa città vent’anni dopo, con occhi completamente diversi, è stato come scoprirla per la prima volta. Da giovane ero passato di corsa, incuriosito dagli stereotipi. Oggi ho trovato una città molto più ricca e complessa.
Non è stata una città perfetta, ma è stata una città che ci ha fatto riflettere, che ha aperto conversazioni importanti, che ci ha mostrato come culture diverse affrontano temi complessi.
I ragazzi, e noi con loro, hanno imparato molto in questi tre giorni: che le culture affrontano i problemi in modi diversi, che l’arte nasce spesso dal dolore, che la memoria storica è fondamentale.
E tu? Sei mai stato/a ad Amsterdam? Cosa ti ha colpito di più?
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P.S. Questo post fa parte della serie “Viaggi in Famiglia”. Come psicologo, so quanto le esperienze condivise – anche quelle che ci mettono di fronte a realtà difficili o diverse – siano fondamentali per la crescita e il benessere familiare. Nel mio blog, oltre a contenuti professionali, condivido questi itinerari per ispirare chi cerca idee di viaggio che vadano oltre il turismo superficiale.
Ornella mandelli
Bellissima descrizione, andrò ad Amsterdam sicuramente
Susanna C.
Caro Mazzu,
grazie per lo spunto. Una meta interessante per grandi e più piccoli.
Nicoletta
Che bello! Grazie per l’itinerario che hai proposto. Mi hai fatto venire voglia di farci un giro. Grazie